Laita, la contrada del gusto

Laita, la contrada del gusto

Bruschetta alla

Laita

La contrada del gusto

Recentemente sono stata a cena alla Laita, la contrada del gusto, uno dei locali più carini della mia zona, la Valle del Chiampo.

E’ una vecchia contrada a Crespadoro sistemata e convertita in un elegante ristorante, bruschetteria e gelateria.

Ho fatto talmente tante foto quella sera che ho pensato di dedicarle un intero post.

La location

laita contrada del gusto

Queste vecchie case in sasso sono una delle più belle eredità che abbiamo. 

laita crespadoro
Immersi nella natura dell’Alta Valle del Chiampo. Con stile.
laita crespadoro
Il letto dei nonni 
laita crespadoro
vecchia casa crespadoro
bruschetta chiampo

Laita,

i dettagli

laita contrada del gusto
vecchia casa altissimo
madonna valle del chiampo
bruschetteria vicenza
vecchia contr? crespadoro
vecchia contrada valle del chiampo
bruschetta crespadoro
gelateria vicenza
aperitivo valle del chiampo
Aperitivo con gnocco fritto e pancetta. Sciroppo di sambuca, durello e limone. 

Laita,

la cena

Bruschetta caciotta di Burlino, cubi di trota affumicata, saor, mela, spinacino fresco. Pane: ciabatta integrale con farina di segale.
bruschetta laita
gelato la laita

Coppa gelato (si potrebbe cenare anche solo con questo).

Il gelato della Laita è stato votato 7° miglior gelato d’Italia!

bruschetta valle del chiampo

Il gelato alla Laita merita una sezione a sé perché è un’esperienza unica.

Soprattutto l’affogato.

gelateria chiampo
gelato chiampo
la laita crespadoro
laita chiampo
e quando si fa notte…
la laita chiampo
ristorante vicenza
vecchia contrada valle del chiampo
ristorante vicenza

E’ l’attenzione per i dettagli che rende questo posto così speciale, dagli ingredienti dei piatti proposti al più piccolo fiorellino.

design vicenza
design vicenza

definitely recommended…

It’s Going to be Perfect!

vieni con me!

Infiorata di Bolsena

Infiorata di Bolsena

Bolsena

Infiorata

Corpus Domini

Bolsena, un paesino medievale situato sul lago che porta lo stesso nome, nel giorno del Corpus Domini si fa bella con l’infiorata.

castello di bolsena

L’infiorata è una esposizione di disegni creati con fiori, semi, foglie e torba lungo le strade della città.

(tra l’altro Bolsena è anche famosa per le ortensie, ce ne sono tantissime in giro per il paese e qualche settimana prima dell’infiorata c’è un altro festival dedicato esclusivamente a queste piante)

Sono stata a Bolsena durante l’infiorata nel 2019 e ho fatto tantissime foto, che vorrei condividere (sfortunatamente nel 2020 l’evento si è svolto in forma molto ridotta a causa del Covid19).

strada di bolsena durante l'infiorata

ma prima, un po’ di storia…

Nel 1263 a Bolsena durante la consacrazione dell’ostia durante una messa si verificò un miracolo: l’ostia cominciò a perdere sangue come fosse  carne. Questo evento venne considerato la prova che il corpo di Cristo è effettivamente presente nell’eucarestia.

Così dall’anno successivo il Papa di allora dispose che la celebrazione del Corpus Domini, prima limitata al Belgio, fosse estesa a tutta la comunità cristiana, da tenersi nella seconda settimana dopo la Pentecoste.

Da allora nel giorno del Corpus Domini l’ostia viene esibita e trasportata in un ostensorio durante una processione.

A Bolsena la processione è particolarmente importante perché si porta in giro anche la “sacra pietra”, una delle pietre sulle quali caddero quelle gocce di sangue.

In più dal 1995 la festa si è fatta ancora più grande con l’aggiunta de l’Infiorata.

Preparazione

preparazione fiori per l'infiorata di bolsena
petali per decorare l'infiorata

I lavori per l’infiorata iniziano già qualche giorno prima della processione.

preparazione per infiorata
Lungo le strade di Bolsena si incontrano spesso gruppetti di donne che preparano i petali, la materia prima dei disegni.
disegni per infiorata

L’infiorata e la processione sono la domenica, ma alcuni gruppi iniziano il sabato sera a preparare i disegni sui pavimenti, perché di giorno fa molto caldo ed è difficile lavorare al sole.

disegni per infiorata
bambini al lavoro per l'infiorata

Creare i disegni è un lavoro di squadra, tutti sono impegnati, dai più piccoli ai più adulti. E’ una bella festa di paese che coinvolge tutti.

notte di preparazione per infiorata di bolsena
La domenica
al lavoro per l'infiorata di bolsena
La domenica i lavori per completare i disegni proseguono alacremente. 
infiorata di bolsena
donne aiutano a preparare i fiori per l'infiorata
infiorata di bolsena
foglie utilizzate per l'infiorata
un sole disegnato coi fiori per l'infiorata

Prima

 

Dopo

lavoro finito per l'infiorata
annaffio fiori per l'infiorata

I fiori vengono tenuti continuamente bagnati così restano freschi e non volano via.

 

disegni geometrici per l'infiorata di bolsena
Qui sotto due gallerie di immagini (cliccare sulle frecce per andare avanti).

Molte immagini rappresentano scene religiose, ma c’è anche altro. 

La processione

Alle 4 del pomeriggio inizia la processione in cui ostia e pietra sacra vengono portati in giro per la città, seguiti da rappresentanti della città stessa, del clero e di altre comunità.

processione del corpus domini a bolsena durante l'infiorata
stendardi alla processione del corpus domini bolsena
processione infiorata a bolsena

La processione segue i disegni sulle strade. Solo il sacerdote che porta la “sacra pietra” che nel lontano 1263 fu macchiata dal sangue proveniente dall’ostia, può camminare sui fiori, gli altri camminano ai lati.  

processione del corpus domini durante l'infiorata a bolsena

Finita la processione si può cominciare a pestare i fiori. Se si ha il coraggio. 

A me dispiaceva un sacco vedere il lavoro di giorni andare distrutto dopo appena un’ora dall’essere stato completato. 

 

Un’altra galleria di foto. Ne ho fatte tantissime, i disegni sono tutti speciali, sarebbe un peccato non vederli tutti.

 E’ impressionante la qualità dei disegni fatti con i prodotti della terra

e infatti sono in tanti impegnati per diverse ore, e con grande attenzione e cura, per rendere al meglio l’infiorata

molto bello davvero

ritornerò? mi auguro di sì!

It’s Going to be Perfect!

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Viaggio zaino in spalla in Repubblica Dominicana e Haiti

Viaggio zaino in spalla in Repubblica Dominicana e Haiti

Itinerario di 40 giorni da Santo Domingo a Port au Prince e ritorno

Nel 2014 ho viaggiato con il mio ragazzo nella Repubblica Dominicana e Haiti, zaino in spalla e mezzi pubblici. Come al solito abbiamo lasciato l’Italia senza avere un itinerario preciso in mente, decisi a farci guidare dalle nostre sensazioni lungo la strada.

Siamo arrivati a Santo Domingo dopo un lungo viaggio con una pausa di molte ore a New York, un volo lungo che ci ha fatto risparmiare un po’ di soldi ma ci ha anche stremati.

Santo Domingo è la capitale della repubblica, una bella città con architettura coloniale interessante. Può anche spaventare in alcune aree, in particolare attorno al Parque Enriquillo, dove partono gli autobus che girano per il paese. Luca era un po’ scosso il primo giorno, prima di allora aveva girato solo in Europa, non era abituato al caos e al traffico disordinato e pericoloso.

Santo Domingo

Da Santo Domingo abbiamo deciso di andare a sud-ovest, vicino alla costa. Los Patos era descritta dalla Lonely Planet come la migliore spiaggia del sud. Quindi ci siamo andati, perché volevamo vedere zone diverse del paese. E in effetti si stava bene. C’erano pochissimi turisti stranieri, molti turisti locali, quindi la destinazione ideale per chi cerca questo, mentre nel nord ci sono molti più turisti internazionali ed è forse un po’ meno autentico.

Dopo Los Patos siamo andati a Pedernales, vicino al confine con Haiti. Da lì abbiamo fatto una gita a Bahia de Las Aguilas, un parco naturale con una delle spiagge più belle in cui sono stata, raggiungibile solo in barca. Eravamo vicino ad Haiti, ma ancora non avevamo deciso se passare il confine o no. Tutti quelli con cui parlavamo sconsigliavano di andarci, perché era pericolosa e cara. Probabilmente è stato proprio questo a convincerci ad andare. E la vera avventura iniziò.

baia delle aquile
Baia delle Aquile

Il viaggio avventuroso ad Haiti

Appena dopo il confine abbiamo dovuto passare la notte su una barca per arrivare al primo paese haitiano, perché andare via terra avrebbe richiesto qualche giornata.

La prima tappa ad Haiti fu Jacmel, una cittadina di artisti molto carina sulla costa sud, che portava ancora i segni del disastroso terremoto del 2010.

Qui abbiamo avuto un anticipo di come sarebbe stato viaggiare ad Haiti: sporco, caotico, quasi impossibile prelevare soldi.

ainse-à-pitre
This is how we were going to travel in Haiti

Da Jacmel abbiamo preso un tap-tap per Port au Prince e da lì direttamente a Port Salut. Fu il primo dei molti lunghi viaggi che avremmo dovuto affrontare ad Haiti. Usare i mezzi pubblici non è facile ad Haiti. Ogni volta impiegavamo moltissime ore per fare qualche centinaio di chilometri. E’ probabilmente il lato peggiore del viaggiare zaino in spalla ad Haiti, perché si perde un sacco di tempo e ci si stanca molto.

Port Salut è un luogo di villeggiatura carino, calmo e rilassato. Da qui siamo andati a Les Cayes in giornata, con l’idea di fare un salto anche all’Ile de Vache, ma i ritardi causati dai trasporti e dalla ricerca di un bancomat ce l’hanno impedito.

Dopo Port Salut siamo saliti a Port au Prince, la capitale. Il primo impatto non è stato dei migliori, in quanto appena arrivati un ragazzo ha cercato di rubare dalle nostre tasche e dallo zaino. Il centro di Port au Prince non è male, a parte il caldo e la polvere, ma appena fuori dalle strade e piazza principali è un casino e per niente rassicurante. Comunque abbiamo visto un po’ di arte Vudù, che era il motivo principale per cui volevo venire ad Haiti.

Da Port au Prince un altro luuuungo e pauroso viaggio fino a Cap Haitien. Cap Haitien sarebbe anche carina e pulita, molto diversa dalla capitale, pur essendo una città grande. Ma questo nel centro, appena fuori c’è un canale pieno di rifiuti, un gran brutto vedere.

Coming out of school in Cap Haitien

Da Cap Haitien abbiamo passato la frontiera per tornare in Repubblica Dominicana (quindi praticamente siamo entrati ad Haiti da sud e usciti da nord; c’è un altro passaggio al centro, lungo una strada che collega le due capitali, se non sbaglio).

Un viaggio zaino in spalla molto più facile in Repubblica Dominicana

Che bella sensazione essere di nuovo in Repubblica Dominicana! Ci siamo resi conto di quanto sia stato difficile viaggiare ad Haiti. La Rep Dom è molto più economica, è molto più facile girare, cibo e caffè sono disponibili praticamente ovunque, si può prelevare denaro da qualsiasi bancomat, gli hotel sono puliti. Ora, qualche anno più tardi, sono felice di quella esperienza ad Haiti, ma non so se riuscirei a rifarla, è stato veramente stancante. Probabilmente è più semplice se hai soldi e puoi noleggiare un’auto o un autista. Cap Haitien comunque è stato il posto più carino.

Arrivati in Repubblica Dominicana abbiamo passato alcuni giorni a Monte Cristi, per riprenderci e rifocillarci. Da qui siamo poi andati a Santiago e Constanza, sulle montagne.

Dopodiché solo spiagge. Ed ogni posto è stato piacevole e accogliente.

La prima spiaggia è stata a Cabarete, un posto per amanti del surf. Era il primo posto dove incontravamo tanti turisti stranieri; tutta la costa nord ha molti turisti stranieri, in particolare dagli Stati Uniti (e anche molti italiani e francesi che si sono trasferiti lì dopo la pensione). A Cabarete ho mangiato la miglior colazione della mia vita.

rio san juan
Beach in Rio San Juan

Siamo andati ad ovest fino a Rio San Juan, dove non c’è molto da fare o da vedere, ma che ho amato, forse proprio per la sua atmosfera rilassata. Dopodiché siamo passati alla penisola di Samanà, con Las Terrenas e Las Galeras. Carino, molto turistico.

Da qui abbiamo attraversato il paese e siamo passati alla costa sud. Avevamo valutato l’opzione di stare un paio di giorni in uno dei resort full inclusive della costa est, pagare 80 dollari al giorno per prendere il sole e abbuffarci (si mangia molto pollo in Repubblica Dominicana, a un certo punto hai proprio voglia di qualcosa di diverso), ma non ci era rimasto molto tempo e così siamo andati direttamente a sud.

Boca de Yuma è carina ma Luca non si sentiva molto bene (anzi, proprio male, mi ha spaventata), quindi non ce la siamo goduta tanto. Da lì a Juan Dolio, ultima tappa. Siamo stati in questo paesino lungo il mare fino al volo di ritorno e abbiamo fatto una gita di una giornata a Santo Domingo, dove si celebrava la Pasqua. Quanto siamo arrivati in Repubblica Dominicana non ci siamo fermati a lungo a Santo Domingo perché pensavamo di tornarci prima della partenza. Invece quando siamo stati a Juan Dolio ci hanno consigliato di rimanere lì a dormire e di fare solo una gita a Santo Domingo. E non è stata una brutta idea.

Ripeterei questo viaggio tra Repubblicana Dominicana e Haiti? Sì, e probabilmente rifarei un itinerario simile. So che Haiti è stato un incubo, ma vorrei vedere se è cambiata la situazione. Gli Haitiani non meritano di vivere così.

Ultimi giorni in Repubblica Dominicana

Ultimi giorni in Repubblica Dominicana

20 Aprile 2014

9.43

Ultimo giorno in Repubblica Dominicana ed il cielo è nerissimo. Siamo in spiaggia, volevamo fare una passeggiata ma abbiamo valutato che è meglio fermarsi qui, pronti a correre in albergo in caso di bisogno.

La bellissima micia con strabismo di Venere del Fior di Loto

La bellissima micia con strabismo di Venere del Fior di Loto

Abbiamo trovato il modo di risparmiare per l’aeroporto, che non c’è scritto neanche nella Lonely Planet! Prendiamo il (o la, non si capisce) gua-gua direzione Santo Domingo, fino a dove c’è la diramazione; lì ci sono i moto-concho diretti all’aeroporto. Un po’ prima ci sarebbero i taxi, ma noi vogliamo risparmiare anche quei due euro e la moto va bene. Alla fine in questo modo risparmiamo quasi 1.000 RDS, 20 euro. O forse di più.

La Mara Sandri del Fior di Loto ha fondato una Onlus che gestisce una scuola a Pushkar, Rajastan, dove c’è il lago sacro e la fiera dei cammelli; si tratta di una scuola per bambine povere e/o maltrattate.

Niente, ha iniziato a piovere e non si vede uno spiraglio di sole.

Baretto sulla spiaggia in Juan Dolio

Baretto sulla spiaggia in Juan Dolio

19h03 Ultima birretta. Alla fine nel pomeriggio si è schiarito e la gente si è precipitata a festeggiare la Pasqua in spiaggia. Tra mezz’ora aprono il ristorante da Oreste. Ce l’ha consigliato S. Solo che noi non possiamo spendere più di 1.000 RDS perché non vogliamo prelevare e/o cambiare soldi prima di domani.

Donne e bambini si sono fatti le treccine in occasione della Pasqua. Il Presidente ha proibito l’uso dei motorini in questi 3 giorni di festa, visto che ogni anno si ammazzano in centinaia perché guidano ubriachi.

L’ultima birra dominicana è un po’ calda purtroppo. Stanno pulendo, dopo i festeggiamenti di oggi. La birra in questo baretto costa 25 RDS in più del Liquer Store attaccato, ma qui c’è la merengue :).

C’è il gruppetto di italiani qui vicino. La mattina si trovano a bere il caffè da S, la sera qui, evidentemente. Due ragazze che prima bevevano e ridevano con due dominicani, ora che questi se ne sono andati si sono spostate al tavolo di due bianchi, di pelle e di capelli. Pensavo che qui è dura per un uomo, per poter parlare con una donna le deve pagare da bere. Da noi solo se vuole essere eccessivamente cavaliere. Seba ci spiegava che gli uomini con 500 euro di pensione vivono alla grande qui: spendono 100 euro in affitto, 100 per mangiare e 300 in donne. Forte Seba.

beach in juan dolio

21 Aprile 10h57 SDQ-LAS AMERICAS

Fatto il check-in. Alla fine il passaggio in aeroporto ci è costato 300 RDS, al posto dei 900 dell’andata o dei 1.500 del taxi che sarebbe costato da Juan Dolio. Ieri sera buonissimi gli spaghetti con pesce ed aragosta da Oreste. E stamattina ultima colazione da S. Che tipo. Mi piacerebbe ascoltare tutte le sue storie e scriverci un libro. Ne ha da raccontare! Ci ha raccontato di come a 20 anni si è messo a vendere mozzarelle. Prendeva due milioni al mese, più altrettanti che si faceva vendendo alle università (grazie ad un appalto truccato), dove si metteva d’accordo col cuoco, di 10 kg fatturati ne consegnava 5, e i restanti 5 se li dividevano lui e il cuoco e li rivendevano. La patente l’ha pagata perché non aveva tempo di studiare e/o di andare a scuola. Il titolare dell’agenzia l’ha fatto sedere e gli ha messo il quiz davanti, lui l’ha guardato e voleva (non mi ricordo l’espressione colorita che ha usato lui) riempirlo di botte, perché già l’aveva “unto”. L’altro gli fa “stai tranquillo”, passa il quiz al suo vicino, che glielo restituisce con due domande mancanti. “Che fai?”. Tranquillo, gli risponde l’altro. Lui ci pensa un po’, cerca di rispondere alle domande, ma non sa proprio niente. Comunque mette le crocette e alla fine è stato promosso con due errori. Al momento è senza soldi, ma coi vari lavori che ha fatto si è comprato due case a Bari, dove pensa di passare la vecchiaia. La panaderia la tiene aperta per hobby, perché non avrebbe molto altro da fare. Dice che vuole attirare una clientela di dominicani, perché loro hanno i soldi e amano spenderli.

I <3 Fior di Loto

I <3 Fior di Loto

Ieri sera invece abbiamo parlato un po’ con Mara. Ci ha raccontato di sua mamma che ieri è tornata a casa, in Italia, dall’aeroporto di La Romana. Nell’84 Mara voleva andare in India a fare la volontaria in un lebbrosario. Invece sua mamma, che viveva qui ed era sposata con un domenicano (lo è stata per 8 anni), le ha chiesto di venire qui ad aiutarla per un progetto che aveva in mente. E così Mara si è infilata in una vita che non voleva. Sua mamma dopo un po’ si è stancata, è tornata in Italia e lei è rimasta qui. Ma 30 anni fa Juan Dolio era un villaggio di pescatori, senza hotel, e si stava bene. Lei voleva aprire qui una scuola per bambini e un centro yoga, ma le cose non sono andate come sperava. E così eccola qui col suo alberghetto super-accogliente, dove si incontrano i tipi più interessanti, ma durante i mesi estivi (cioè appena dopo Pasqua) se ne torna in India dalle sue bambine. Grande Mara. Ma perché i migliori Italiani li devo sempre conoscere all’estero?

Foto da Santo Domingo

Per le vie di Santo Domingo

Per le vie di Santo Domingo

Santo Domingo 2 082

Santo Domingo

Santo Domingo

Santo Domingo 2 088

Ambasciata Francese a Santo Domingo

Parco favorito dai dominicani a Santo Domingo

Parco favorito dai dominicani a Santo Domingo

Santo Domingo 2 090

Bar stupendo a Santo Domingo

Bar stupendo a Santo Domingo

Santo Domingo 2 098

Santo Domingo 2 102

Santo Domingo 2 116

Festa al Malecon di Santo Domingo

Santo Domingo 2 107

Pesca sul lungomare di Santo Domingo

Santo Domingo 2 119

Santo Domingo 2 121

Di ritorno dalla festa al Malecon

Santo Domingo 2 126

Il viale del Malecon

Cimitero Santo Domingo

Cimitero Santo Domingo

Alla chinatown di Santo Domingo

Alla chinatown di Santo Domingo

Cambio ciabatte perch? non ce la fa pi? causa vesciche

Cambio ciabatte perché non ce la fa più causa vesciche